NUVOLE: Charlie Brown, io stavo per dire…

Un “giovane” Amico mi ha mandato questa striscia. Voi che ne dite? Avreste fatto come Charlie Brown o avreste inventato (e avreste fatto benisssssssimo!) ?

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

 

PS: volete contribuire con foto o disegni? E allora inviate le vostre nuvole a

mfebruo@gmail.com

NUVOLE: Hesse, belle, ricche e generose come angeli buoni

Herman Hesse, quel di Siddharta, scrisse un giorno:

«Ma le cose a me preferite  e a me ancor più dilette del lago splendente, degli abeti malinconici e delle rocce solatie, erano le nubi. … Sono tenere e delicate e pacifiche come le anime dei neonati, belle, ricche e generose come angeli buoni, scure, inesorabili e spietate come gli araldi della morte».

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

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NUVOLE: descriverle? impossibile!

Wislawa Symborska, poetessa polacca e premio Nobel per la letteratura qualche primavera fa, un giorno scrisse una poesia intitolata “Nuvole” che cominciava così:

Dovrei essere molto veloce
nel descrivere le nuvole –
già dopo una frazione di secondo
non sono più quelle, stanno diventando altre.

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

 

Questo il testo completo della poesia di Wislawa Symborska

Dovrei essere molto veloce
nel descrivere le nuvole –
già dopo una frazione di secondo
non sono più quelle, stanno diventando altre.

La loro caratteristica è
non ripetersi mai
in forme, sfumature, pose, disposizione.

Non gravate della memoria di nulla,
si librano senza sforzo sui fatti.

Ma quali testimoni di alcunché –
si disperdono all’istante da tutte le parti.

In confronto alle nuvole
la vita sembra solida,
pressoché duratura e quasi eterna.

Di fronte alle nuvole
perfino un sasso sembra un fratello
su cui si può contare,
loro invece sono solo cugine lontane e volubili.

Gli uomini esistano pure, se vogliono,
e poi uno dopo l’altro muoiano,
loro, le nuvole,
non hanno niente a che vedere
con tutta questa faccenda
molto strana.
Al di sopra di tutta la tua vita
e della mia, ancora incompleta,
sfilano fastose così come già sfilavano.

Non devono insieme a noi morire,
né devono essere viste per fluttuare.

(traduzione Pietro Marchesani)

 

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NUVOLE: ma un aereo può…annuvolare?

Che un aereo atterri è una cosa normale ma se un aereo (Trepalle nello specifico quello che trovate anche in questa farafia https://giornaliamo.wordpress.com/2021/07/21/attenzione-attenzione-ce-uno-strano-animale-sullisola-che-non-ce/) dovesse annuvolare?

Sarebbe lui la nuvola o la nuvola sarebbe la pista di atterraggio?

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

 

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NUVOLE: non fatele innervosire…

Le nuvole non bisogna farle innervosire

perchè prima si ribellano e si voltano indietro

e poi, se  proprio non lo capite, si coalizzano e mi sa che non vi conviene essere in mezzo!

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

 

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NUVOLE: a volte sono a righe…

Le nuvole, a volte, sono a righe. Non ci credete? E allora guardate attentamente la foto di questa nuvola che ci ha mandato un giovanissimo redattore

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

 

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NUVOLE: Hesse, isole beate e angeli benedicenti

Herman Hesse, quel di Siddharta, scrisse un giorno:

«Ma le cose a me preferite  e a me ancor più dilette del lago splendente, degli abeti malinconici e delle rocce solatie, erano le nubi. … Assumono la forma di isole beate e di angeli benedicenti,…”

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

 

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NUVOLE: e se dietro ci fosse un regno dove…

“Verso un regno dove buongiorno vuol dire veramente buongiorno!”

Si chiudeva con queste parole “Miracolo a Milano”, un film splendido di Vittorio De Sica (del quale non vi racconto la trama ma vi dico solo che malgrado sia del 1951 val proprio la pena di vederlo).

L’immagine originale era questa

preceduta da quest’altra dove si vedono i poveri “abitanti” del villaggio di Lambrate volare via da piazza del Duomo su delle scope

come se dietro quelle nuvole ci fosse…

e si  potesse raggiungere passando per …

già, perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

 

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NUVOLE: Enzo Jannacci, il Messico e …

Qualche primavera fa, tante, un grande cantautore (e medico chirurgo, non so quanto grande ma pare proprio grande) che si chiamava Enzo Jannacci cantava una canzone nel ritornello diceva:

Messico e nuvole il tempo passa sull’America
il vento suona la sua armonica
che voglia di piangere ho.
Messico e nuvole

Chissà se le nuvole erano queste…

o queste…

o queste…

o queste ancora…

fatto sta che …le nuvole le vedono meglio i bambini!

e, in ogni caso, questa è quella vecchia canzone

PS: volete contribuire con foto o disegni? E allora inviate le vostre nuvole a

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