NUVOLE: vanno, vengono, a volte ritornano…

Le nuvole, a volte, ritornano e allora anche noi ritorniamo all’inizio del nostro viaggio con le stesse parole della canzone di Fabrizio De Andrè di quel 6 luglio

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

Certe volte sono bianche …

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

NUVOLE: Ezio Bosso, scelsero Nuvola così…

“Il titolo del mio brano Clouds-Nuvole è dedicato ad una bambina abbandonata e trovata morta per strada, in India.
La gente del posto decise di darle un nome.
Scelsero Nuvola così, ogni qualvolta la pioggia scendeva, l’anima della bimba ritornava tra di loro.

(parole del Maestro Ezio Bosso, recentemente scomparso, tratte dal sito http://www.ladigetto.it)

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

NUVOLE: e il coccodrillo di Margherita

Margherita (detta anche Marghetira), giovanissima e bravissima giornalista, ci ha inviato questa storiella bellissimissima che pubblichiamo con piacere:

accompagnata da queste due foto

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

 

PS: volete contribuire con foto o disegni? E allora inviate le vostre nuvole a

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NUVOLE: Luigi Ghirri, 365 cieli e millemila nuvole

Luigi Ghirri, un fotografo bravissimo nato a Scandiano (vicino a Reggio Emilia), ad un certo punto decise “di fotografare il cielo per un anno intero, una volta al giorno”. Infinito, questo il nome della “sequenza temporale di un anno per un totale di 365 fotografie è così anch’essa insufficiente per ridare un’immagine del cielo”.

E in quelle foto ci sono …millemilanuvole una più bella dell’altra. Eccole:

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

 

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PS: la foto “Infinito è presa dal sito https://www.archivioluigighirri.com

NUVOLE: la nuvola e la duna del deserto

Paolo Coehlo, il famoso scrittore, ha scritto un breve racconto bellissimo -riprendendolo da un racconto popolare- intitolato “La nuvola e la duna del deserto”. Eccovelo:

Una nuvola giovane, giovane appena nata da una grande tempesta del Mar Mediterraneo, faceva la sua prima cavalcata nei cieli, con un branco di nuvoloni gonfi e bizzarri. Quando passarono sul grande deserto del Sahara, le altre nuvole, più esperte, la incitarono: “Corri, corri,! Se ti fermi qui sei perduta”.
La nuvola però era curiosa, come tutti i giovani, e si lasciò scivolare in fondo al branco delle nuvole, così simile ad una mandria di bisonti .
“Cosa fai? Muoviti!”, le ringhiò dietro il vento. Siamo diretti al centro dell’Africa, dove ci sono montagne e alberi meravigliosi.
Ma, ribelle per natura, la nuvoletta non ubbidì, aveva visto le dune di sabbia dorata: uno spettacolo affascinante. E a poco, a poco si abbassò, planando leggera come una brezza dolce e generosa fin sopra la sabbia. Le dune, sembravano nuvole d’oro accarezzate dal vento. Dopo averle sorvolate a lungo, notò che una duna le stava sorridendo “Ciao” le disse. Era una nuvola molto graziosa, appena formata dal vento, che le scompigliava la luccicante chioma.
“Buongiorno. Io mi chiamo Ola”, si presentò la nuvola.
“Io, Una”, replicò la duna.
“Come si vive laggiù in basso”.
“Be’, in compagnia delle altre dune, del sole, del vento e delle carovane che, di tanto in tanto, si trovano a passare da queste parti. Talvolta c’è un gran caldo, ma si riesce a sopportarlo. E come si vive lassù in alto?
Anche qui ci sono il sole e il vento. Grandi corse nel cielo ed il vantaggio di conoscere tante cose.
“Per me la vita è molto breve, disse la duna, quando il vento tornerà dalla foresta io scomparirò”.
“E questo ti rattrista?”.
“Un po’. Mi sembra di non servire a niente”.
“Anch’io vivo qualcosa di simile. Appena arriverà un nuovo vento, sarò spinta verso sud e mi trasformerò in pioggia. Eppure questo è il mio destino”.

La duna esitò un attimo, poi disse: “Lo sai che, qui nel deserto,  la pioggia viene chiamata  Paradiso?”.
“Non sapevo che mi sarei trasformata in qualcosa di così importante”. Disse la nuvola, orgogliosa.
“Ho sentito varie leggende raccontate dalle dune più vecchie. Narrano che, dopo la pioggia, ci ricopriamo di cose meravigliose che si chiamano erba e fiori”.
“Probabilmente io non saprò mai cosa significa tutto questo, qui nel deserto piove assai di rado, ” concluse mestamente la duna.
Stavolta fu la nuvola a mostrarsi esitante. Ma, dopo un momento si aprì in un sorriso e disse: “Se vuoi, posso inondarti di pioggia. Benché ti conosca appena, sono innamorata di te e, vorrei restare qui per sempre”.
Anch’io mi sono innamorata di te, fin da quando ti ho visto per la prima volta in cielo, replicò la duna.
“Ma se tramuterai in pioggia la tua bella chioma bianca, finirai per morire”. Disse la duna
“l’amore non muore mai” “Si trasforma. E io voglio mostrarti il Paradiso”. E così la piccola nuvola si lasciò cadere sulla duna,  accarezzandola con piccole gocce di pioggia.
Rimasero uniti per lungo tempo, …………….finché apparve un arcobaleno……………Il giorno dopo la piccola duna era fiorita.

Le nuvole dirette verso il centro dell’Africa pensarono che quello fosse l’inizio della foresta di cui erano in cerca e riversarono altra pioggia. Vent’anni dopo, la piccola duna si era trasformata in un’oasi che ristorava i viaggiatori con l’ombra dei suoi alberi. E’ questo perché, un giorno una piccola nuvola non aveva esitato a dare la propria vita per amore”.

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

 

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PS: il racconto può essere ascoltato qui:

https://www.youtube.com/watch?v=uGJdxEdUtQo

 

PS: la foto in basso è ripresa dal sito: laparabola.altervista.org

NUVOLE: lassù abitano gli dèi…

“Quante forme hanno le nuvole? Infinite. Le nuvole sono instabili, mutevoli e cangianti. Forse proprio per questo hanno affascinato gli umani che se ne stanno a testa in su a osservarle stupiti. Amleto si rivolge a Polonio: “Vedete quella nuvola che sembra quasi un cammello?”. “Per la santa messa è così… un cammello”. Amleto: “Forse una donnola”. Polonio: “Infatti la schiena è di una donnola”. Amleto: “O una balena”. Polonio: “Una balena, tale e quale”. Il dialogo riecheggia quello tra Socrate e Strepsiade nelle Nuvole di Aristofane secoli prima: la forma di centauro, leopardo, lupo e toro”.

(Marco Belpoliti, Lassù abitano gli dèi, La Repubblica, 4 agosto 2021)

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

 

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NUVOLE: e si svegliano sempre un attimo prima di noi…

E non solo si addormentano un attimo dopo di noi, ma si svegliano anche un attimo prima di noi e a noi non resta che guardarle e sognare …anche ad occhi aperti!

perchè…le nuvole le vedono meglio i bambini!

 

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PS: l’ultima foto è di travel365.it